COLLALTO SABINO – Nella Valle del Turano, un laghetto artificiale circondato dal verde fa da cornice alla Locanda del Poeta. È un paesaggio che invita a fermarsi, proprio nel giorno in cui l’equinozio d’autunno segna il passaggio a una nuova stagione.

Qui l’autunno non ha bisogno di annunciarsi con colori spettacolari. Si avverte nella luce che cambia, nel riflesso degli alberi sull’acqua, nella quiete che sembra dare più spazio a ogni dettaglio. Il verde è ancora presente, ma lo sguardo sa già che il paesaggio si prepara a trasformarsi.

Il laghetto, creato dall’uomo e ormai parte di questa cornice naturale, raccoglie per un momento cielo e terra nella stessa immagine. È forse questo il fascino dell’equinozio: ricordarci che ogni passaggio contiene qualcosa della stagione che finisce e qualcosa di quella che comincia.

Alla Locanda del Poeta, il nome sembra trovare nel paesaggio la propria voce. Basta osservare l’acqua immobile tra gli alberi per sentire che la natura non cambia mai tutta in una volta. Lo fa lentamente, lasciandoci il tempo di accorgercene.