Arte, musica e sapori della Sabina: successo alla Locanda per l’evento “Subacquea”

Arte, musica e sapori della Sabina: successo alla Locanda per l’evento “Subacquea”

COLLALTO SABINO – Un pomeriggio all’insegna dell’arte, della natura e della buona cucina ha animato ieri il territorio di Collalto Sabino. La Locanda del Poeta, lungo la via Turanense al chilometro 39, ha ospitato “Subacquea”, iniziativa che ha richiamato numerosi partecipanti in un clima di convivialità, cultura e valorizzazione delle eccellenze locali.

L’evento ha trasformato gli spazi della struttura in un percorso immersivo tra installazioni artistiche, momenti di relax nel verde e proposte enogastronomiche legate al territorio. I visitatori hanno potuto passeggiare tra le opere allestite per l’occasione e degustare piatti preparati con prodotti a chilometro zero, espressione della tradizione gastronomica sabina.

Tra i momenti più apprezzati della giornata, il concerto che ha visto protagonisti Rimmël, nome d’arte di Giammarco Imperiale,  in tandem con Michele Ottaviani, capaci di coinvolgere il pubblico con una performance che ha accompagnato la serata in un’atmosfera suggestiva.

L’iniziativa ha confermato la vocazione della Locanda del Poeta a ospitare eventi in grado di coniugare cultura, intrattenimento e promozione del territorio. Un format che punta a valorizzare il patrimonio naturalistico e artistico della Sabina attraverso esperienze capaci di mettere in dialogo creatività, socialità e tradizioni locali.

La partecipazione registrata nel corso della manifestazione testimonia l’interesse crescente verso proposte che uniscono arte contemporanea, musica dal vivo e cucina di qualità, contribuendo a promuovere il territorio di Collalto Sabino come meta di interesse culturale e turistico.

Stipes, il piccolo borgo che domina il Lago del Turano tra storia, tradizioni e panorami mozzafiato

Stipes, il piccolo borgo che domina il Lago del Turano tra storia, tradizioni e panorami mozzafiato

 EDITORIALE – Arroccato a 860 metri di altitudine e affacciato sul Lago del Turano, Stipes rappresenta una delle realtà più suggestive e meno conosciute della provincia di Rieti. Frazione del Comune di Ascrea, il borgo custodisce secoli di storia, tradizioni radicate e un patrimonio naturalistico che continua a richiamare visitatori e appassionati di turismo lento.

Secondo le ricostruzioni storiche, il paese avrebbe origini medievali e potrebbe essere sorto tra il XII e il XIII secolo. Alcune ipotesi collegano la sua fondazione a gruppi di eretici in fuga dalle persecuzioni religiose dell’epoca, circostanza che troverebbe riscontro anche nella diffusione del cognome Patarini, legato al movimento dei Catari.

Nel corso dei secoli Stipes passò sotto il controllo di importanti famiglie nobiliari. Nel Quattrocento fu feudo dei Cesarini, successivamente dei Cesarini Sforza e infine dei principi Borghese. Dopo l’Unità d’Italia seguì le vicende amministrative del territorio fino all’inserimento nella provincia di Rieti nel 1927.

Tra le testimonianze storiche più rilevanti figurano i resti dell’antico castello fondato tra il XII e il XIII secolo, il Palazzo Cesarini, la Chiesa di San Giovanni Battista e il Palazzo Turchetti, edifici che ancora oggi raccontano il passato del borgo sabino.

Stipes è conosciuta anche per le sue tradizioni rurali. In passato economia e vita sociale erano strettamente legate alla pastorizia e alla transumanza, attività favorite dai vasti pascoli circostanti. Ancora oggi sopravvivono l’allevamento caprino, la produzione di formaggi e la raccolta del tartufo, celebrata ogni anno con la tradizionale sagra del 18 agosto.

A rendere unico il borgo sono infine i panorami che si aprono sulla Valle del Turano e sul lago sottostante, in un contesto ambientale caratterizzato dalla presenza della flora e della fauna tipiche dell’Appennino centrale. Un patrimonio naturale e culturale che fa di Stipes una meta ideale per chi desidera scoprire l’anima più autentica della Sabina.

Expo di Porsche alla Locanda del Poeta: il Lago del Turano incornicia il raduno del Carrera Owner Group

Expo di Porsche alla Locanda del Poeta: il Lago del Turano incornicia il raduno del Carrera Owner Group

COLLALTO SABINO – Una giornata all’insegna della passione per i motori, della convivialità e dei paesaggi mozzafiato. Tra i momenti più suggestivi del raduno organizzato dal Carrera Owner Group, che ha richiamato decine di equipaggi provenienti da tutta Italia, spicca senza dubbio il pranzo ufficiale ospitato presso l’azienda agrituristica La Locanda del Poeta, nella splendida cornice del Lago del Turano.

Qui, circa novanta  bellissime Porsche hanno trovato posto in una location capace di esaltare ancora di più il fascino delle iconiche sportive tedesche. Lo specchio acqueo del lago artificiale, immerso nel verde e circondato da un paesaggio di rara bellezza, ha fatto da naturale corona alle vetture, regalando ai partecipanti uno scenario unico e particolarmente apprezzato.

Le Porsche, parcheggiate lungo l’area che si affaccia sul lago, hanno offerto uno spettacolo che ha attirato l’attenzione di appassionati, curiosi e visitatori, creando un colpo d’occhio straordinario tra eleganza, sportività e natura. Un connubio perfetto che ha reso il pranzo non soltanto un momento conviviale, ma una vera esperienza da ricordare.

L’organizzazione del Carrera Owner Group ha curato ogni dettaglio dell’evento, permettendo ai partecipanti di vivere una giornata entusiasmante, caratterizzata da amicizia, condivisione e dalla comune passione per il marchio Porsche. La Locanda del Poeta si è confermata una location ideale per accogliere manifestazioni di prestigio, offrendo un contesto suggestivo che ha contribuito in maniera determinante al successo dell’iniziativa.

Un appuntamento che resterà impresso nei ricordi dei presenti, grazie alla perfetta combinazione tra motori, territorio ed eccellenze locali con il gusto enogastronomico della Locanda e con il Lago del Turano a fare da magnifico palcoscenico naturale a uno degli eventi automobilistici più affascinanti della stagione.

Il raduno Porsche organizzato dal Carrera Owner Group, guidato da Claudio Talocci con il supporto di Andrea Natale, ha coinvolto appassionati provenienti da tutta Italia. Partiti da Rieti, gli equipaggi hanno attraversato l’Altopiano delle Rocche raggiungendo il centro storico dell’Aquila, per poi proseguire tra l’Aeroporto dei Parchi e Campo Imperatore, dove si è conclusa la manifestazione.

L’iniziativa, inserita in un mese ricco di eventi motoristici, ha contribuito a promuovere il territorio aquilano, generando benefici per turismo e attività locali. Il consigliere comunale Livio Vittorini ha sottolineato l’importanza del raduno nel rafforzare i legami tra L’Aquila e Rieti e nel valorizzare le eccellenze del territorio, anche grazie alla collaborazione del Museo Nazionale d’Abruzzo. L’evento ha unito passione per i motori, cultura e turismo, mettendo in risalto alcune delle località più suggestive dell’Abruzzo.

 

Valle del Turano, il gioiello nascosto tra lago, borghi e natura a due passi da Roma

Valle del Turano, il gioiello nascosto tra lago, borghi e natura a due passi da Roma

A poco più di un’ora da Roma, tra montagne verdeggianti, acque cristalline e borghi sospesi nel tempo, la Valle del Turano continua a conquistare visitatori e turisti provenienti da tutta Italia. Un territorio che sorprende sempre di più per la sua autenticità, la tranquillità dei paesaggi e la straordinaria bellezza naturalistica che circonda il Lago del Turano.

Raggiungibile comodamente dall’autostrada A24 Roma-L’Aquila, uscita Carsoli-Oricola, la valle si apre come un piccolo paradiso immerso nella natura. Basta imboccare la Strada Statale Turanense per entrare gradualmente in un’atmosfera diversa, fatta di silenzi, panorami mozzafiato e scorci capaci di lasciare il segno.

Il lungo lago rappresenta il cuore pulsante del territorio: un’immensa distesa d’acqua che si snoda tra colline e montagne, regalando riflessi spettacolari e vedute da cartolina in ogni stagione. Le sue acque sono regolate dalla storica diga situata oltre Colle di Tora, in direzione di Stipes, nel territorio comunale di Rocca Sinibalda, un’opera imponente che domina il paesaggio e contribuisce al fascino del comprensorio.

Lungo il percorso si incontrano alcuni dei borghi più suggestivi del Lazio interno. Da Collalto Sabino, dominato dal suo castello medievale, fino a Ascrea, affacciata direttamente sul lago, passando per Paganico Sabino e la splendida Castel di Tora, inserita tra i borghi più belli d’Italia. Ogni paese custodisce tradizioni, sapori autentici e panorami unici che raccontano l’anima più genuina del territorio reatino.

Negli ultimi anni la Valle del Turano sta vivendo una crescita costante dal punto di vista turistico. Escursionismo, cicloturismo, sport acquatici, relax sul lago e turismo lento stanno attirando sempre più visitatori alla ricerca di luoghi incontaminati e lontani dal caos cittadino. Le istituzioni locali, insieme agli operatori del territorio, stanno lavorando a progetti di valorizzazione e miglioramento dell’accoglienza per sostenere una vocazione turistica sempre più evidente.

Il lago offre anche numerose opportunità per il tempo libero: passeggiate lungo le rive, kayak, pesca sportiva, picnic immersi nel verde e tramonti che trasformano il paesaggio in un quadro naturale. In estate, poi, le serate nei borghi si animano con eventi, sagre e appuntamenti culturali che rendono la valle ancora più viva e accogliente.

Visitare la Valle del Turano significa concedersi un viaggio tra natura, storia e silenzio, in uno degli angoli più affascinanti e ancora autentici del Centro Italia. Un luogo da vivere lentamente, lasciandosi guidare dal ritmo del lago e dalla bellezza senza tempo dei suoi paesi.

Alla Locanda arriva “Subacquea”, arte e sapori immersi nel verde

Alla Locanda arriva “Subacquea”, arte e sapori immersi nel verde

COLLALTO SABINO – Un pomeriggio tra arte, natura e gastronomia nel cuore della Sabina. Giovedì 5 giugno La Locanda del Poeta, lungo la via Turanense al chilometro 39, ospiterà “Subacquea”, evento pensato per trasformare lo spazio del locale in un’esperienza immersiva tra installazioni artistiche, cucina del territorio e relax nel verde.

L’iniziativa unirà percorsi artistici e valorizzazione enogastronomica, offrendo ai visitatori la possibilità di passeggiare tra le installazioni allestite per l’occasione e degustare i piatti della struttura realizzati con prodotti a chilometro zero.

La Locanda del Poeta, immersa nella natura di Collalto Sabino, punta così a proporre un format capace di coniugare cultura, convivialità e territorio in un’atmosfera suggestiva e informale.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 3292428900.

Festa della Mamma, il filo dolce invisibile che non si spezza mai

Festa della Mamma, il filo dolce invisibile che non si spezza mai

Oggi La Locanda del Poeta dedica il dolce alla festa della mamma!

COLLALTO SABINO –  In Italia e in molti Paesi del mondo si celebra oggi la Festa della Mamma, una ricorrenza che attraversa il tempo, le generazioni e perfino l’assenza. Perché una madre non smette di esserlo quando i figli diventano adulti, e nemmeno quando lascia questa terra. Resta nei gesti imparati senza accorgercene, nelle parole che riaffiorano nei momenti difficili, nella memoria che continua a nutrire il cuore. È il primo volto che riconosciamo e spesso l’ultimo nome che custodiamo nell’anima.

La Festa della Mamma non è soltanto una ricorrenza commerciale o un appuntamento sul calendario. È una delle celebrazioni più intime dell’umanità, perché riguarda il legame originario, quel cordone invisibile che non si recide mai davvero. Cambia forma, attraversa la distanza, sopravvive al tempo e persino alla morte. Una madre resta presenza anche nell’assenza.

Nella società contemporanea, veloce e distratta, la figura materna continua a rappresentare un presidio silenzioso di umanità. Le madri sono spesso il primo rifugio contro la paura, il primo incoraggiamento davanti alle cadute, la mano che sostiene senza chiedere nulla in cambio. E accanto alle madri, oggi, la memoria collettiva abbraccia anche le nonne: donne che hanno custodito famiglie, tramandato valori, attraversato guerre, povertà, rinunce e trasformazioni sociali mantenendo acceso il fuoco della casa e degli affetti.

La nonna è la memoria vivente delle radici. È il racconto ripetuto cento volte che finisce per diventare identità. È il profumo del pane, la pazienza dell’attesa, la saggezza semplice delle cose essenziali. In molte famiglie italiane, è stata ed è ancora il ponte tra passato e futuro, la custode delle tradizioni e dell’amore incondizionato.

La storia della Festa della Mamma affonda le proprie origini nell’antichità. Già le civiltà greche e romane dedicavano feste alle divinità femminili simbolo della fertilità e della vita. La celebrazione moderna nasce invece agli inizi del Novecento negli Stati Uniti grazie all’impegno di Anna Jarvis, che volle istituire una giornata dedicata al sacrificio e alla dedizione delle madri. In Italia la ricorrenza si diffuse nel secondo dopoguerra e dal 2001 viene celebrata la seconda domenica di maggio.

Ma al di là delle date e delle origini storiche, questa giornata continua a parlare un linguaggio universale: quello dell’amore che genera, protegge e accompagna. Un amore che non pretende perfezione e che spesso si esprime nel sacrificio silenzioso più che nelle parole.

Oggi, in molte case, ci saranno fiori, telefonate, fotografie ritrovate nei cassetti, tavole apparecchiate per riunire figli e nipoti. Ma ci saranno anche occhi lucidi davanti a un ricordo, sedie vuote che continuano a raccontare una presenza, carezze cercate nel cielo. Per chi ha perduto la propria madre o la propria nonna, questa giornata non è soltanto festa: è nostalgia, gratitudine, mancanza. È il bisogno profondo di dire ancora una volta “grazie” a chi ha insegnato ad amare.

Perché una madre non appartiene soltanto al tempo in cui vive. Appartiene alla sostanza stessa della nostra esistenza. Continua a camminare dentro di noi, nei valori ricevuti, nella capacità di rialzarsi, nella tenerezza che sappiamo donare agli altri.

E forse è proprio questo il senso più autentico della Festa della Mamma: ricordarci che l’amore materno è una delle poche forze capaci di sfidare il tempo, il dolore e perfino l’eternità.