da Uffici Stampa Nazionali | Ago 21, 2026 | News
La Locanda del Poeta – Ci sono dessert che chiudono semplicemente un pranzo e altri che meritano qualche minuto in più, perché costruiti per essere scoperti un assaggio dopo l’altro. È il caso della “Panna cotta allo zucchero moscovado, con delicate note di liquirizia, accompagnata da crumble alle mandorle, menta fresca e purea di fragole”, proposta dagli chef della La Locanda del Poeta, azienda agricola agrituristica immersa nella suggestiva cornice della Valle del Turano, nel territorio di Collalto Sabino.
Una composizione che già nella descrizione rivela la propria filosofia: dolcezza sì, ma senza monotonia. La panna cotta costituisce la base morbida e avvolgente sulla quale vengono costruiti contrasti aromatici, consistenze e differenti percezioni gustative.
Al primo assaggio è proprio lo zucchero moscovado a imprimere al dessert una personalità diversa rispetto alla panna cotta tradizionale. La sua componente aromatica più profonda porta con sé sensazioni che ricordano il caramello scuro e una dolcezza calda, quasi tostata. Non è quindi soltanto lo zucchero a dolcificare la preparazione: diventa esso stesso parte del profilo aromatico.
Poi arriva la liquirizia, volutamente presente in maniera delicata. Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti dell’equilibrio del piatto. Non deve prevalere, ma comparire progressivamente sul palato, lasciando una sfumatura leggermente amaricante e balsamica che contrasta la rotondità della panna e impedisce alla componente dolce di diventare eccessiva.
Quando la cremosità potrebbe ormai sembrare dominante, interviene il crumble alle mandorle.
È il cambio di passo del dessert: alla morbidezza si oppone improvvisamente la parte friabile e croccante. La mandorla introduce inoltre una nota tostata e leggermente grassa che prolunga la persistenza gustativa. È proprio alternando nello stesso boccone panna cotta e crumble che la preparazione esprime probabilmente una delle sensazioni più piacevoli: cremoso e croccante si rincorrono senza annullarsi.
E poi c’è la fragola.
La purea di fragole, con la sua naturale componente fresca e acidula, alleggerisce l’insieme e ripulisce il palato. Il frutto spezza la profondità dello zucchero moscovado e della liquirizia e riporta improvvisamente il dessert verso una dimensione più fresca, estiva e immediata.
Infine la menta fresca. Apparentemente un dettaglio, in realtà è quella piccola nota vegetale e balsamica che completa il percorso, soprattutto nella fase finale dell’assaggio. Fragola e menta dialogano tra loro, mentre sul fondo rimangono ancora percepibili la mandorla e il ricordo più persistente della liquirizia.
Ne deriva un dessert costruito essenzialmente sui contrasti controllati: dolce e lievemente amaro, cremoso e croccante, caldo nelle sensazioni aromatiche dello zucchero moscovado e fresco nella fragola e nella menta.
La caratteristica più interessante è proprio questa: nessun ingrediente dovrebbe essere assaggiato isolatamente. Prendendo insieme una piccola quantità di panna cotta, crumble e purea di fragole, il boccone cambia completamente. La dolcezza iniziale viene attraversata dalla freschezza del frutto, incontra la croccantezza della mandorla e termina con quella sottile persistenza balsamica lasciata dalla liquirizia.
Una concezione coerente con la filosofia gastronomica dichiarata dalla Locanda del Poeta, che presenta la propria cucina come un percorso sensoriale fondato su stagionalità, materie prime selezionate e ricerca dell’armonia fra sapori e consistenze. Anche il Gambero Rosso annovera la Locanda del Poeta tra i ristoranti recensiti dalla propria guida.
E tutto questo assume un significato ancora diverso quando viene assaporato nella Valle del Turano, immersi nel verde e nella quiete di un territorio nel quale il paesaggio diventa parte dell’esperienza gastronomica.
Perché, alla fine, questo dessert racconta bene una regola fondamentale della buona cucina: la complessità non nasce necessariamente dall’aggiungere, ma dal trovare il punto esatto nel quale ingredienti molto diversi riescono a stare insieme.
Qui quel punto d’incontro passa attraverso cinque protagonisti: panna, moscovado, liquirizia, mandorla e fragola. E l’ultimo tocco di menta fresca lascia al palato quella sensazione pulita che invita, inevitabilmente, al cucchiaio successivo.
da Uffici Stampa Nazionali | Ago 21, 2026 | News
COLLALTO SABINO – Un castello che domina dall’alto un intreccio di case in pietra, vicoli silenziosi, antiche mura e, tutt’intorno, montagne che sembrano non avere fine. Collalto Sabino è uno di quei luoghi in cui il fascino non ha bisogno di essere costruito: esiste da secoli. Arroccato a 980 metri di altitudine e affacciato sulla Valle del Turano, il piccolo centro della provincia di Rieti fa parte del prestigioso circuito de “I Borghi più belli d’Italia”, che lo presenta con una definizione particolarmente efficace: “Nido d’aquila”.
Non è soltanto un appellativo turistico. L’appartenenza al club de I Borghi più belli d’Italia deriva dall’inserimento in un circuito nazionale che seleziona piccoli centri di particolare interesse storico, artistico e paesaggistico. L’associazione sottolinea come la selezione avvenga attraverso criteri rigorosi e un Comitato scientifico: nell’edizione 2026 della guida sono 382 i centri storici selezionati fra oltre 800 visitati. Collalto Sabino è uno di questi.
Ed è sufficiente attraversare la Porta Vecchia Di Collalto Sabino per comprendere perché.
Qui il tempo sembra cambiare velocità. Le automobili lasciano progressivamente spazio ai passi, mentre vicoli lastricati, portali in pietra e abitazioni addossate le une alle altre accompagnano verso la parte più alta dell’abitato. L’antica cinta muraria risale al XV secolo e ancora oggi racchiude il nucleo storico, conservandone quella dimensione raccolta che costituisce uno dei principali elementi di fascino del paese.
Sopra tutto domina il Castello Baronale di Collalto Sabino, simbolo indiscusso del paese.
Le sue origini vengono ricondotte agli inizi del XII secolo e la posizione non fu scelta casualmente: Collalto era una terra di frontiera, strategicamente collocata lungo una linea di confine che per secoli separò differenti domini. Nel tempo la fortezza fu trasformata dalle famiglie che ne detennero il controllo, tra cui Savelli, Soderini e Barberini, passando progressivamente da struttura difensiva a imponente complesso fortificato e dimora signorile.
Il castello conserva ancora una torre centrale quadrata, due torri angolari rotonde, garitte, baluardi e postazioni difensive. Dalla sommità del mastio lo spettacolo diventa straordinario: nelle giornate limpide lo sguardo può spaziare dal Gran Sasso al Terminillo fino alla Maiella. E quando arriva il tramonto, dalle mura si possono distinguere le luci di ben 34 piccoli paesi disseminati nel paesaggio circostante.
Ma Collalto non è soltanto il suo castello.
Il nome stesso racconta la geografia del luogo: deriva da “Collis Altus”, colle alto. Le prime testimonianze storiche risalgono intorno al X secolo, quando, anche a seguito delle incursioni saracene, le popolazioni della Valle del Turano cercarono luoghi più elevati e facilmente difendibili. Il primo insediamento si sviluppò intorno a una torre di avvistamento posta sulla sommità del colle, destinata successivamente a diventare il mastio della fortezza.
La storia qui ha lasciato tracce profonde. Nel 1297 Carlo d’Angiò cedette Collalto alla Curia Pontificia; nei secoli successivi il territorio continuò a vivere la propria condizione di frontiera. Il 3 febbraio 1861 il paese e il castello furono saccheggiati da una formazione composta da borbonici, popolani e briganti, in uno degli episodi più drammatici vissuti dalla comunità durante il processo di unificazione italiana.
Percorrendo il centro storico si incontrano la fontana ottagonale di piazza Vittorio Emanuele II, Palazzo Latini e numerose abitazioni impreziosite da antichi portali. Poco distante si trova la chiesa di Santa Lucia, di origine medievale, mentre fuori dall’abitato il Convento di Santa Maria conserva un portale del XV secolo.
E poi c’è un’altra Collalto, quella che comincia appena finiscono le case.
Il borgo è immerso nel territorio della Riserva Naturale Regionale Monte Navegna e Monte Cervia, in uno scenario fatto di boschi, montagne, gole, torrenti e sentieri. Faggi, aceri, castagni e querce caratterizzano un ambiente appenninico ancora profondamente naturale, nel quale sono presenti anche il lupo e il gatto selvatico.
Uno degli itinerari più affascinanti conduce verso Monte San Giovanni in Fistola, a oltre mille metri di quota. Qui si trovano i resti di un complesso medievale benedettino edificato su un luogo di culto molto più antico. Gli scavi archeologici hanno infatti documentato la presenza di un santuario romano precedente al monastero, facendo emergere testimonianze che raccontano oltre duemila anni di frequentazione di questo territorio.
Non mancano le tracce di luoghi scomparsi. Tra i boschi sopravvivono i ruderi di Montagliano, antico borgo fortificato distrutto progressivamente tra il XIII e il XV secolo: pietre e mura ormai conquistate dalla vegetazione che aggiungono un ulteriore elemento di mistero al paesaggio.
Persino una rappresentazione pittorica della fine del Seicento conservata a Palazzo Barberini, a Roma, mostra Collalto con un aspetto sorprendentemente simile a quello attuale: il borgo racchiuso dalle mura e raccolto intorno alla mole del castello. È forse questa continuità attraverso i secoli uno dei segreti del suo fascino.
Collalto Sabino non è soltanto un paese bello da fotografare. È un luogo da attraversare lentamente. Bisogna entrare dalla porta antica, percorrere i vicoli, osservare i portali, alzare lo sguardo verso il castello e poi cercare un punto panoramico dal quale lasciare correre gli occhi sulle montagne.
Quando arriva la sera e le pietre assumono i colori del tramonto, si comprende ancora meglio quella definizione di “nido d’aquila” scelta per raccontarlo.
Un piccolo borgo a quasi mille metri di quota, custode di secoli di storia e circondato da una natura ancora potente. Uno dei Borghi più belli d’Italia non soltanto per un riconoscimento prestigioso, ma perché Collalto Sabino conserva qualcosa che nei luoghi più frequentati è diventato sempre più raro: il silenzio, l’autenticità e la sensazione che il tempo, tra quelle mura, abbia deciso di rallentare.
da Uffici Stampa Nazionali | Ago 16, 2026 | News
VALLE DEL TURANO – Un Ferragosto ottimamente riuscito alla Locanda del Poeta, dove la giornata di ieri, sabato 15 agosto, è trascorsa all’insegna del buon gusto, della convivialità e del divertimento. Nella suggestiva cornice dell’azienda agricola agrituristica immersa nel verde della Valle del Turano, numerosi ospiti hanno scelto di celebrare la festa più attesa dell’estate tra sapori ricercati, musica e tanta voglia di stare insieme.
Una giornata riuscitissima che ha confermato ancora una volta la particolare formula della Locanda del Poeta: non soltanto ristorazione, ma un’esperienza da vivere lentamente, nella quale la cucina dialoga con la natura e con un ambiente capace di trasformare anche un pranzo in un momento di autentica condivisione.
Grande protagonista è stato naturalmente il menù speciale di Ferragosto, attraverso il quale la cucina della Locanda ha proposto un percorso improntato alla qualità delle materie prime, alla stagionalità e alla valorizzazione dei sapori. Una filosofia che caratterizza da tempo l’azienda agrituristica, con particolare attenzione ai prodotti a chilometro zero e ad abbinamenti capaci di coniugare la tradizione con una interpretazione più creativa e contemporanea.
Portata dopo portata, il pranzo si è trasformato così in un vero percorso del gusto, apprezzato dai commensali anche per la cura delle preparazioni e per quell’equilibrio tra autenticità e ricercatezza che costituisce ormai uno dei tratti distintivi della Locanda.
Ma Ferragosto è soprattutto festa e alla Locanda del Poeta non sono mancati musica, allegria e divertimento. Il clima conviviale ha accompagnato l’intera giornata, tra tavolate di amici e famiglie, sorrisi e momenti di spensieratezza, in uno scenario naturale particolarmente suggestivo.
Una giornata rinvigorente, vissuta lontano dalla frenesia delle città e immersi nella natura, che ha consentito agli ospiti di assaporare pienamente lo spirito del Ferragosto italiano: stare insieme, mangiare bene, divertirsi e concedersi qualche ora di autentico relax.
L’appuntamento del 15 agosto si inserisce inoltre in un anno particolarmente significativo per la Locanda del Poeta, che nel 2026 celebra vent’anni di attività. Un lungo percorso costruito sulla passione per l’accoglienza e l’enogastronomia e sulla capacità di valorizzare uno degli angoli più affascinanti della Valle del Turano.
Il Ferragosto appena trascorso ne è stato un’ulteriore conferma: buona cucina, musica, natura e convivialità, ingredienti semplici ma capaci, quando vengono sapientemente uniti, di trasformare una giornata d’estate in un piacevole ricordo da portare con sé.
Grazie a tutti!
da Uffici Stampa Nazionali | Ago 8, 2026 | News
CARSOLI – Un incanto di sapori, profumi della tradizione e tanta voglia di stare insieme. La Locanda del Poeta, azienda agrituristica della Valle del Turano, è stata tra le protagoniste della serata vissuta ieri nell’antico borgo di Carsoli, portando nel cuore della manifestazione una proposta gastronomica fortemente legata alla cucina autentica del territorio.
Uno stand particolarmente curato e organizzato con la professionalità che caratterizza la nota attività ristorativa ha accolto per tutta la serata i numerosi partecipanti, offrendo due specialità semplici ma profondamente rappresentative della tradizione: la pizza fritta e la carne di pecora, preparate e servite sul momento.
Sapori antichi che hanno incontrato il gradimento del pubblico e che hanno contribuito a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera delle Cantine nell’Antico Borgo. La preparazione a vista, i profumi della cucina e la possibilità di degustare i piatti passeggiando tra le vie del centro storico hanno restituito quel senso di convivialità che appartiene da sempre alle feste popolari.
La Locanda del Poeta ha portato così a Carsoli non soltanto dei piatti, ma una vera e propria filosofia gastronomica: quella che parte dalla qualità delle materie prime, recupera le ricette della cucina rurale e le propone attraverso un servizio attento e professionale.
La carne di pecora, in particolare, rappresenta uno degli alimenti più profondamente legati alla cultura pastorale dell’Appennino centrale. Una tradizione che attraversa Lazio e Abruzzo e che racconta la storia di territori nei quali allevamento, transumanza e cucina contadina hanno rappresentato per secoli elementi fondamentali della vita quotidiana.
Accanto ad essa, la pizza fritta, fragrante e preparata al momento, ha riportato alla semplicità di quelle preparazioni popolari capaci ancora oggi di conquistare proprio perché immediate, genuine e legate alla memoria familiare.
E ieri sera il risultato è stato particolarmente riuscito: attorno allo stand si sono incontrate persone di ogni età, tra assaggi, sorrisi e momenti di convivialità, in perfetta sintonia con lo spirito della manifestazione.
Dalla Valle del Turano all’antico borgo di Carsoli, la Locanda del Poeta ha raccontato attraverso il cibo una parte dell’identità gastronomica del territorio, dimostrando ancora una volta come i piatti più semplici della tradizione, quando vengono preparati con cura, esperienza e professionalità, possano trasformarsi nei veri protagonisti di una serata di festa.
per info: www.lalocandadelpoeta.it
da Uffici Stampa Nazionali | Ago 4, 2026 | News
VALLE DEL TURANO – Trascorrere il Ferragosto immersi nel verde, respirando l’aria fresca della Petituso e assaporando i profumi autentici della cucina del territorio. È la proposta della Locanda del Poeta, l’azienda agrituristica immersa nella splendida cornice della Valle del Turano, che per venerdì 15 agosto ha ideato un menù capace di esaltare la qualità delle materie prime e la filosofia del chilometro zero.
Un’esperienza gastronomica che nasce dalla passione per la terra e dalla valorizzazione delle produzioni locali, in un ambiente dove il tempo sembra rallentare e il fresco della montagna offre un piacevole rifugio dall’afa estiva.
Il percorso culinario prenderà il via con un ricco assortimento di antipasti: fiore di zucca ripieno di ricotta biologica e datterini, melanzana affumicata con pesto al basilico e pomodoro arrosto, fazzoletto di primo sale in pasta fillo con mele, noci e miele e una selezione di salumi di maiale nero, espressione della migliore tradizione norcina locale.
I primi piatti racconteranno i sapori dell’estate con una pasta fredda preparata con ristretto di pomodoro dell’orto, olive taggiasche, capperi e acciughe, seguita da una gustosa lasagnetta con zucchine romanesche gratinate e salsiccia di maiale nero.
Come secondo sarà servito un tenero capocollo di maiale arrosto con salsa alla senape e pesche, accompagnato da patate al forno e cicoria ripassata, mentre il finale sarà affidato a una raffinata panna cotta con coulis di fragole fresche e crumble alle mandorle.
Il menù viene proposto al prezzo di 55 euro a persona, con bevande escluse.
La Locanda del Poeta rappresenta una delle realtà più apprezzate della Valle del Turano per la capacità di coniugare ospitalità, cucina genuina e rispetto delle stagionalità. Gran parte degli ingredienti utilizzati proviene infatti dall’azienda agricola o da produttori locali selezionati, garantendo freschezza, autenticità e sapori che raccontano il territorio.
Ferragosto diventa così l’occasione ideale per concedersi una giornata all’insegna del relax, della buona tavola e della natura, lasciandosi conquistare dal fascino della Valle del Turano e dal refrigerio della Petituso, uno degli angoli più suggestivi dell’Appennino laziale.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la Locanda del Poeta al numero 329 2428900 oppure visitare il sito www.lalocandadelpoeta.it. Un invito a vivere un Ferragosto diverso, tra sapori autentici, panorami incontaminati e la calorosa accoglienza di una struttura che ha fatto della qualità e della tradizione la propria firma.
da Uffici Stampa Nazionali | Lug 23, 2026 | News