Matrimoni da sogno alla Locanda del Poeta

Matrimoni da sogno alla Locanda del Poeta

Collalto Sabino – Il tuo matrimonio, la tua cerimonia alla Locanda del Poeta. Una oasi curata nei dettagli che fanno la differenza, per rendere unico e suggestivo l’evento di vita destinato ad entrare per sempre nel cassetto dei ricordi, quelli belli e quelli indelebili che non si cancellano mai. L’atmosfera che si respira alla Locanda del Poeta è di accoglienza, di convivialità con amplissimi spazi di verde che curatissimi fanno da corona ad un laghetto che fa da cornice ad una location mozzafiato.

Vivere il matrimonio, una cerimonia o una ricorrenza è un sogno che si può realizzare in tutta la sua vivibilità. Sulla Strada Turanense che da Carsoli conduce verso il Lago Turano, in territorio del comune di Collalto Sabino c’è questa struttura, intrisa di storia e di un fascino tutto particolare. La suggestiva sala interna è preceduta da un patio attrezzato e arredato con gusto che affaccia sul maestoso parco ove vivere la cerimonia. C’è tutto. Lo spazio dedicato agli aperitivi da sorseggiare in freschezza e gusto a bordo lago, con una vasta gamma di preparazioni sfiziose di cucina gourmet. Poi spazio alla convivialità, a tavola e nel contempo per vivere bene la giornata all’insegna della musica e dell’allegria per l’evento.

Nei casi di rito civile, la Locanda del Poeta ha un allestimento mozzafiato che sembra introdurre gli sposi in una favola vera che si sta vivendo. Un percorso floreale unico nel suo genere, ed oltre all’ufficialità la cornice suggestiva nel sottofondo del canone in re maggiore di Pachelbel è occasione per celebrare l’unione con l’antico e suggestivo rito celtico della sabbia. La fusione dei colori scelti dagli sposi come segno indelebile della loro unione e dell’amore che nasce in una cornice da sogno. Oltre al matrimonio si può rendere unica l’occasione anche per un anniversario, una qualsiasi ricorrenza che meriti di essere vissuta come una fiaba. La cucina gourmet, in ogni caso è delizia in grado di soddisfare i palati più esigenti per la cura delle preparazioni con materie prime di altissima qualità che esalta il gusto, i sensi ed immergono i commensali in una sfera unica, entrando in un sogno da cui sarà difficile uscire a fine cerimonia.

Per informazioni:

Via Turanense, 39, 02022 Collalto Sabino RI
Infoline: 329 242 8900 – 3923881878

 

Your dream wedding, a day to be lived to the fullest and remembered forever at Locanda del Poeta.

Your wedding, your special celebration at Locanda del Poeta—an oasis where every detail is carefully crafted to make a difference, creating a unique and enchanting setting for one of life’s most precious moments, destined to become a cherished memory that will last forever.

The atmosphere at Locanda del Poeta is one of warmth, hospitality, and conviviality. Vast, beautifully maintained green spaces surround a charming lake, creating the perfect frame for a truly breathtaking venue.

Whether it is a wedding, a ceremony, or a special anniversary, every occasion can be transformed into a dream come true. Located along the scenic Strada Turanense, which leads from Carsoli to Lake Turano, within the municipality of Collalto Sabino, this remarkable venue is steeped in history and endowed with a distinctive charm all its own.

The elegant indoor reception hall is preceded by a stylishly furnished patio overlooking the magnificent park, an idyllic setting for ceremonies and celebrations.

Everything is designed to create an unforgettable experience. Guests can enjoy lakeside aperitifs in a relaxed and elegant atmosphere, accompanied by a selection of gourmet creations prepared with care and creativity. The celebration then continues around the table, where fine dining, music, and joyful entertainment come together to create lasting memories.

For civil wedding ceremonies, Locanda del Poeta offers a truly spectacular setting that feels like stepping into a real-life fairy tale. A unique floral pathway welcomes the couple into a magical atmosphere. Beyond the official ceremony, the romantic notes of Pachelbel’s Canon in D Major provide the perfect soundtrack for the ancient and evocative Celtic Sand Ceremony, during which the couple blends colored sands chosen to symbolize their union and the love that will accompany them throughout their lives.

Locanda del Poeta is not only the perfect venue for weddings; it is also ideal for anniversaries and any special occasion deserving of a truly memorable celebration.

The gourmet cuisine is a delight for even the most discerning palates. Prepared using the finest ingredients and exceptional attention to detail, each dish enhances flavors and stimulates the senses, immersing guests in a unique culinary experience—a dreamlike journey that lingers long after the celebration has come to an end.

Contact Information

Locanda del Poeta
Via Turanense, 39
02022 Collalto Sabino (RI), Italy

Info Line:
+39 329 242 8900

Quando il dessert diventa esperienza: un gioco di contrasti tra moscovado, liquirizia, mandorla e fragola

Quando il dessert diventa esperienza: un gioco di contrasti tra moscovado, liquirizia, mandorla e fragola

La Locanda del Poeta  – Ci sono dessert che chiudono semplicemente un pranzo e altri che meritano qualche minuto in più, perché costruiti per essere scoperti un assaggio dopo l’altro. È il caso della “Panna cotta allo zucchero moscovado, con delicate note di liquirizia, accompagnata da crumble alle mandorle, menta fresca e purea di fragole”, proposta dagli chef della La Locanda del Poeta, azienda agricola agrituristica immersa nella suggestiva cornice della Valle del Turano, nel territorio di Collalto Sabino.

Una composizione che già nella descrizione rivela la propria filosofia: dolcezza sì, ma senza monotonia. La panna cotta costituisce la base morbida e avvolgente sulla quale vengono costruiti contrasti aromatici, consistenze e differenti percezioni gustative.

Al primo assaggio è proprio lo zucchero moscovado a imprimere al dessert una personalità diversa rispetto alla panna cotta tradizionale. La sua componente aromatica più profonda porta con sé sensazioni che ricordano il caramello scuro e una dolcezza calda, quasi tostata. Non è quindi soltanto lo zucchero a dolcificare la preparazione: diventa esso stesso parte del profilo aromatico.

Poi arriva la liquirizia, volutamente presente in maniera delicata. Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti dell’equilibrio del piatto. Non deve prevalere, ma comparire progressivamente sul palato, lasciando una sfumatura leggermente amaricante e balsamica che contrasta la rotondità della panna e impedisce alla componente dolce di diventare eccessiva.

Quando la cremosità potrebbe ormai sembrare dominante, interviene il crumble alle mandorle.

È il cambio di passo del dessert: alla morbidezza si oppone improvvisamente la parte friabile e croccante. La mandorla introduce inoltre una nota tostata e leggermente grassa che prolunga la persistenza gustativa. È proprio alternando nello stesso boccone panna cotta e crumble che la preparazione esprime probabilmente una delle sensazioni più piacevoli: cremoso e croccante si rincorrono senza annullarsi.

E poi c’è la fragola.

La purea di fragole, con la sua naturale componente fresca e acidula, alleggerisce l’insieme e ripulisce il palato. Il frutto spezza la profondità dello zucchero moscovado e della liquirizia e riporta improvvisamente il dessert verso una dimensione più fresca, estiva e immediata.

Infine la menta fresca. Apparentemente un dettaglio, in realtà è quella piccola nota vegetale e balsamica che completa il percorso, soprattutto nella fase finale dell’assaggio. Fragola e menta dialogano tra loro, mentre sul fondo rimangono ancora percepibili la mandorla e il ricordo più persistente della liquirizia.

Ne deriva un dessert costruito essenzialmente sui contrasti controllati: dolce e lievemente amaro, cremoso e croccante, caldo nelle sensazioni aromatiche dello zucchero moscovado e fresco nella fragola e nella menta.

La caratteristica più interessante è proprio questa: nessun ingrediente dovrebbe essere assaggiato isolatamente. Prendendo insieme una piccola quantità di panna cotta, crumble e purea di fragole, il boccone cambia completamente. La dolcezza iniziale viene attraversata dalla freschezza del frutto, incontra la croccantezza della mandorla e termina con quella sottile persistenza balsamica lasciata dalla liquirizia.

Una concezione coerente con la filosofia gastronomica dichiarata dalla Locanda del Poeta, che presenta la propria cucina come un percorso sensoriale fondato su stagionalità, materie prime selezionate e ricerca dell’armonia fra sapori e consistenze. Anche il Gambero Rosso annovera la Locanda del Poeta tra i ristoranti recensiti dalla propria guida.

E tutto questo assume un significato ancora diverso quando viene assaporato nella Valle del Turano, immersi nel verde e nella quiete di un territorio nel quale il paesaggio diventa parte dell’esperienza gastronomica.

Perché, alla fine, questo dessert racconta bene una regola fondamentale della buona cucina: la complessità non nasce necessariamente dall’aggiungere, ma dal trovare il punto esatto nel quale ingredienti molto diversi riescono a stare insieme.

Qui quel punto d’incontro passa attraverso cinque protagonisti: panna, moscovado, liquirizia, mandorla e fragola. E l’ultimo tocco di menta fresca lascia al palato quella sensazione pulita che invita, inevitabilmente, al cucchiaio successivo.

Collalto Sabino, tra i Borghi più belli d’Italia: un gioiello sospeso tra storia e natura

Collalto Sabino, tra i Borghi più belli d’Italia: un gioiello sospeso tra storia e natura

COLLALTO SABINO – Un castello che domina dall’alto un intreccio di case in pietra, vicoli silenziosi, antiche mura e, tutt’intorno, montagne che sembrano non avere fine. Collalto Sabino è uno di quei luoghi in cui il fascino non ha bisogno di essere costruito: esiste da secoli. Arroccato a 980 metri di altitudine e affacciato sulla Valle del Turano, il piccolo centro della provincia di Rieti fa parte del prestigioso circuito de “I Borghi più belli d’Italia”, che lo presenta con una definizione particolarmente efficace: “Nido d’aquila”.

Non è soltanto un appellativo turistico. L’appartenenza al club de I Borghi più belli d’Italia deriva dall’inserimento in un circuito nazionale che seleziona piccoli centri di particolare interesse storico, artistico e paesaggistico. L’associazione sottolinea come la selezione avvenga attraverso criteri rigorosi e un Comitato scientifico: nell’edizione 2026 della guida sono 382 i centri storici selezionati fra oltre 800 visitati. Collalto Sabino è uno di questi.

Ed è sufficiente attraversare la Porta Vecchia Di Collalto Sabino per comprendere perché.

Qui il tempo sembra cambiare velocità. Le automobili lasciano progressivamente spazio ai passi, mentre vicoli lastricati, portali in pietra e abitazioni addossate le une alle altre accompagnano verso la parte più alta dell’abitato. L’antica cinta muraria risale al XV secolo e ancora oggi racchiude il nucleo storico, conservandone quella dimensione raccolta che costituisce uno dei principali elementi di fascino del paese.

Sopra tutto domina il Castello Baronale di Collalto Sabino, simbolo indiscusso del paese.

Le sue origini vengono ricondotte agli inizi del XII secolo e la posizione non fu scelta casualmente: Collalto era una terra di frontiera, strategicamente collocata lungo una linea di confine che per secoli separò differenti domini. Nel tempo la fortezza fu trasformata dalle famiglie che ne detennero il controllo, tra cui Savelli, Soderini e Barberini, passando progressivamente da struttura difensiva a imponente complesso fortificato e dimora signorile.

Il castello conserva ancora una torre centrale quadrata, due torri angolari rotonde, garitte, baluardi e postazioni difensive. Dalla sommità del mastio lo spettacolo diventa straordinario: nelle giornate limpide lo sguardo può spaziare dal Gran Sasso al Terminillo fino alla Maiella. E quando arriva il tramonto, dalle mura si possono distinguere le luci di ben 34 piccoli paesi disseminati nel paesaggio circostante.

Ma Collalto non è soltanto il suo castello.

Il nome stesso racconta la geografia del luogo: deriva da “Collis Altus”, colle alto. Le prime testimonianze storiche risalgono intorno al X secolo, quando, anche a seguito delle incursioni saracene, le popolazioni della Valle del Turano cercarono luoghi più elevati e facilmente difendibili. Il primo insediamento si sviluppò intorno a una torre di avvistamento posta sulla sommità del colle, destinata successivamente a diventare il mastio della fortezza.

La storia qui ha lasciato tracce profonde. Nel 1297 Carlo d’Angiò cedette Collalto alla Curia Pontificia; nei secoli successivi il territorio continuò a vivere la propria condizione di frontiera. Il 3 febbraio 1861 il paese e il castello furono saccheggiati da una formazione composta da borbonici, popolani e briganti, in uno degli episodi più drammatici vissuti dalla comunità durante il processo di unificazione italiana.

Percorrendo il centro storico si incontrano la fontana ottagonale di piazza Vittorio Emanuele II, Palazzo Latini e numerose abitazioni impreziosite da antichi portali. Poco distante si trova la chiesa di Santa Lucia, di origine medievale, mentre fuori dall’abitato il Convento di Santa Maria conserva un portale del XV secolo.

E poi c’è un’altra Collalto, quella che comincia appena finiscono le case.

Il borgo è immerso nel territorio della Riserva Naturale Regionale Monte Navegna e Monte Cervia, in uno scenario fatto di boschi, montagne, gole, torrenti e sentieri. Faggi, aceri, castagni e querce caratterizzano un ambiente appenninico ancora profondamente naturale, nel quale sono presenti anche il lupo e il gatto selvatico.

Uno degli itinerari più affascinanti conduce verso Monte San Giovanni in Fistola, a oltre mille metri di quota. Qui si trovano i resti di un complesso medievale benedettino edificato su un luogo di culto molto più antico. Gli scavi archeologici hanno infatti documentato la presenza di un santuario romano precedente al monastero, facendo emergere testimonianze che raccontano oltre duemila anni di frequentazione di questo territorio.

Non mancano le tracce di luoghi scomparsi. Tra i boschi sopravvivono i ruderi di Montagliano, antico borgo fortificato distrutto progressivamente tra il XIII e il XV secolo: pietre e mura ormai conquistate dalla vegetazione che aggiungono un ulteriore elemento di mistero al paesaggio.

Persino una rappresentazione pittorica della fine del Seicento conservata a Palazzo Barberini, a Roma, mostra Collalto con un aspetto sorprendentemente simile a quello attuale: il borgo racchiuso dalle mura e raccolto intorno alla mole del castello. È forse questa continuità attraverso i secoli uno dei segreti del suo fascino.

Collalto Sabino non è soltanto un paese bello da fotografare. È un luogo da attraversare lentamente. Bisogna entrare dalla porta antica, percorrere i vicoli, osservare i portali, alzare lo sguardo verso il castello e poi cercare un punto panoramico dal quale lasciare correre gli occhi sulle montagne.

Quando arriva la sera e le pietre assumono i colori del tramonto, si comprende ancora meglio quella definizione di “nido d’aquila” scelta per raccontarlo.

Un piccolo borgo a quasi mille metri di quota, custode di secoli di storia e circondato da una natura ancora potente. Uno dei Borghi più belli d’Italia non soltanto per un riconoscimento prestigioso, ma perché Collalto Sabino conserva qualcosa che nei luoghi più frequentati è diventato sempre più raro: il silenzio, l’autenticità e la sensazione che il tempo, tra quelle mura, abbia deciso di rallentare.

Ferragosto di gusto e allegria alla Locanda del Poeta, grande festa nel cuore della Valle del Turano

Ferragosto di gusto e allegria alla Locanda del Poeta, grande festa nel cuore della Valle del Turano

VALLE DEL TURANO – Un Ferragosto ottimamente riuscito alla Locanda del Poeta, dove la giornata di ieri, sabato 15 agosto, è trascorsa all’insegna del buon gusto, della convivialità e del divertimento. Nella suggestiva cornice dell’azienda agricola agrituristica immersa nel verde della Valle del Turano, numerosi ospiti hanno scelto di celebrare la festa più attesa dell’estate tra sapori ricercati, musica e tanta voglia di stare insieme.

Una giornata riuscitissima che ha confermato ancora una volta la particolare formula della Locanda del Poeta: non soltanto ristorazione, ma un’esperienza da vivere lentamente, nella quale la cucina dialoga con la natura e con un ambiente capace di trasformare anche un pranzo in un momento di autentica condivisione.

Grande protagonista è stato naturalmente il menù speciale di Ferragosto, attraverso il quale la cucina della Locanda ha proposto un percorso improntato alla qualità delle materie prime, alla stagionalità e alla valorizzazione dei sapori. Una filosofia che caratterizza da tempo l’azienda agrituristica, con particolare attenzione ai prodotti a chilometro zero e ad abbinamenti capaci di coniugare la tradizione con una interpretazione più creativa e contemporanea.

Portata dopo portata, il pranzo si è trasformato così in un vero percorso del gusto, apprezzato dai commensali anche per la cura delle preparazioni e per quell’equilibrio tra autenticità e ricercatezza che costituisce ormai uno dei tratti distintivi della Locanda.

Ma Ferragosto è soprattutto festa e alla Locanda del Poeta non sono mancati musica, allegria e divertimento. Il clima conviviale ha accompagnato l’intera giornata, tra tavolate di amici e famiglie, sorrisi e momenti di spensieratezza, in uno scenario naturale particolarmente suggestivo.

Una giornata rinvigorente, vissuta lontano dalla frenesia delle città e immersi nella natura, che ha consentito agli ospiti di assaporare pienamente lo spirito del Ferragosto italiano: stare insieme, mangiare bene, divertirsi e concedersi qualche ora di autentico relax.

L’appuntamento del 15 agosto si inserisce inoltre in un anno particolarmente significativo per la Locanda del Poeta, che nel 2026 celebra vent’anni di attività. Un lungo percorso costruito sulla passione per l’accoglienza e l’enogastronomia e sulla capacità di valorizzare uno degli angoli più affascinanti della Valle del Turano.

Il Ferragosto appena trascorso ne è stato un’ulteriore conferma: buona cucina, musica, natura e convivialità, ingredienti semplici ma capaci, quando vengono sapientemente uniti, di trasformare una giornata d’estate in un piacevole ricordo da portare con sé.
Grazie a tutti!

Cantine nel borgo a Carsoli: la Locanda del Poeta incanta con pizza fritta e pecora

Cantine nel borgo a Carsoli: la Locanda del Poeta incanta con pizza fritta e pecora

CARSOLI – Un incanto di sapori, profumi della tradizione e tanta voglia di stare insieme. La Locanda del Poeta, azienda agrituristica della Valle del Turano, è stata tra le protagoniste della serata vissuta ieri nell’antico borgo di Carsoli, portando nel cuore della manifestazione una proposta gastronomica fortemente legata alla cucina autentica del territorio.

Uno stand particolarmente curato e organizzato con la professionalità che caratterizza la nota attività ristorativa ha accolto per tutta la serata i numerosi partecipanti, offrendo due specialità semplici ma profondamente rappresentative della tradizione: la pizza fritta e la carne di pecora, preparate e servite sul momento.

Sapori antichi che hanno incontrato il gradimento del pubblico e che hanno contribuito a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera delle Cantine nell’Antico Borgo. La preparazione a vista, i profumi della cucina e la possibilità di degustare i piatti passeggiando tra le vie del centro storico hanno restituito quel senso di convivialità che appartiene da sempre alle feste popolari.

La Locanda del Poeta ha portato così a Carsoli non soltanto dei piatti, ma una vera e propria filosofia gastronomica: quella che parte dalla qualità delle materie prime, recupera le ricette della cucina rurale e le propone attraverso un servizio attento e professionale.

La carne di pecora, in particolare, rappresenta uno degli alimenti più profondamente legati alla cultura pastorale dell’Appennino centrale. Una tradizione che attraversa Lazio e Abruzzo e che racconta la storia di territori nei quali allevamento, transumanza e cucina contadina hanno rappresentato per secoli elementi fondamentali della vita quotidiana.

Accanto ad essa, la pizza fritta, fragrante e preparata al momento, ha riportato alla semplicità di quelle preparazioni popolari capaci ancora oggi di conquistare proprio perché immediate, genuine e legate alla memoria familiare.

E ieri sera il risultato è stato particolarmente riuscito: attorno allo stand si sono incontrate persone di ogni età, tra assaggi, sorrisi e momenti di convivialità, in perfetta sintonia con lo spirito della manifestazione.

Dalla Valle del Turano all’antico borgo di Carsoli, la Locanda del Poeta ha raccontato attraverso il cibo una parte dell’identità gastronomica del territorio, dimostrando ancora una volta come i piatti più semplici della tradizione, quando vengono preparati con cura, esperienza e professionalità, possano trasformarsi nei veri protagonisti di una serata di festa.

per info: www.lalocandadelpoeta.it